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Milano, in manette la ladra seriale delle gioiellerie

Venerdì, 22 Aprile 2016. Nelle categorie Cronaca, Primo Piano, Notizie

Milano, in manette la ladra seriale delle gioiellerie

Stesso modus operandi per ogni colpo. Scoperta dal foulard.

Si chiama Maria Piera Pesce, ha 52 anni e stava per diventare l'incubo di tutte le gioiellerie del centro di Milano. Con una tecnica semplice ma ben articolata è riuscita a compiere, a poche settimane di distanza, due clamorosi colpi in due eleganti negozi di preziosi. La donna, di etnia sinti, è stata protagonista di due furti il 18 e il 27 febbraio scorsi: prima da 'Mercanti d'Oro', in via Verdi, a due passi dalla Scala, poi ha colpito la gioielleria Pisa, in via Verri. Come dimostrano le immagini di videosorveglianza delle gioiellerie, diffuse dalla Polizia di Stato, il modus operandi era sempre lo stesso: la donna, dall'aspetto elegante e distinto, si muoveva e parlava con disinvoltura quando chiedeva informazioni riguardo oggetti di lusso decisamente costosi. Chiedeva di vedere ogni volta diversi prodotti, e approfittando della possibilità di toccare gli oggetti, li spostava a piacimento sul tavolo o sul banco. Poi, dopo aver leggermente accantonato l'oggetto da depredare, chiedeva di poter acquistare altri prodotti e decideva di lasciare una caparra. Così facendo, la donna poteva coprire gli oggetti appoggiando la borsa sul tavolo, e successivamente, nel momento di riprenderla, portava con sé anche il bottino. Da 'Mercanti d'Oro', ad esempio, ha rubato un orologio Daytone in oro e diamanti dagli oltre 20 mila di valore, mentre presso la gioielleria Pisa è riuscita a impossessarsi di un Patek Philippe in oro e diamanti da ben 136 mila euro. Proprio mentre la voce si spargeva tra i gioiellieri del centro di Milano, partivano le prime indagini disposte dal pm David Monti. Oltre al modus operandi, c'era un altro elemento che accomunava i due furti: il foulard indossato dalla donna. Il particolare che ha tradito Maria Piera Pesce, che ha alle spalle un lungo curriculum criminale, iniziato con furti di oggetti di poco valore nel 1979. Gli inquirenti sono riusciti così a identificarla e ad arrestarla, anche se nel frattempo la donna era fuggita in Germania.