• Mistero su Gene Hackman trovato morto in casa con la moglie e il loro cane

    Secondo quanto dichiarato dallo sceriffo della contea, non c'erano segni evidenti che riportassero a un atto criminale

  • Da Elton John a Paul McCartney diversi artisti inglesi contro AI nell'album

    Star britanniche sul piede di guerra per l'uso indiscriminato dell'Intelligenza Artificiale nella musica

  • All’Eurovision per l’Estonia il rapper presenta un brano che parla degli stereotipi del Bel Paese

  • Olly vince Sanremo 2025 ma è indeciso sulla partecipazione all'Eurovision

    Se il cantante dovesse decidere di non andare a Basilea, il testimone passerebbe a Lucio Corsi

LA PATENTE ITALIANA PER L'UNIONE EUROPEA E' POCO CHIARA - E' DA RIFARE - PROBABILI SANZIONI

Lunedì, 12 Marzo 2018. Nelle categorie Cronaca, Primo Piano, Notizie

La patente Italiana non è a norma.

LA PATENTE ITALIANA PER L'UNIONE EUROPEA E' POCO CHIARA - E' DA RIFARE - PROBABILI SANZIONI

Secondo l'Unione Europea la patente Italiana non è a norma e quindi rischia una sanzione alquanto pesante.

Il documento Italiano risulta poco chiaro, non vengono indicate le limitazioni, come ad esempio, l'obbligo di portare gli occhiali quando si guida. Questi sono i motivi salienti per cui l'Italia dovrebbe provvedere a modificare il documento e ad essere multata. La notizia è di qualche ora fa. La Commisione Ue ha inviato al Governo una lettera di costituzione in mora. Il Belpaese non risulta l'unico a cui L'Unione Europea contesta l'irregolarità, nella lista ci sono i Paesi Bassi, la Germania e la Lettonia, che non avrebbero rispettato le norme comuni europee per quanto riguarda le patenti di guida contenute nella direttiva 2006/126/CE dove viene stabilito chiaramente che sulle patenti di guida devono essere indicate le limitazioni e altre informazioni supplementari per i guidatori. Dopo la ricezione di questo primo “avvertimento” da Bruxelles, l’Italia avrà due mesi di tempo per replicare in forma scritta alle argomentazioni della Commissione. Il tutto ripasserà all'Unione Europea e se quest’ultima dovesse ritenere insufficienti le spiegazioni fornite dal nostro Paese, la Commissione potrebbe inviare un parere motivato e rivolgersi alla Corte di Giustizia per avviare il procedimento di deferimento.